Skip to main content
     
Avviso importante
Lombardia

Ricette U e B, dal 15 settembre meno tempo per prenotare: cosa significa per chi vive con il diabete

Per chi vive con il diabete, molte prescrizioni fanno parte di una routine conosciuta: controlli ed esami già previsti nel percorso di cura. Ma può succedere qualcosa che quella routine interrompe — un problema nuovo, una riacutizzazione, una situazione che il medico ritiene necessario rivalutare senza aspettare il controllo successivo.
È in questi casi che sulla ricetta può comparire una priorità U – Urgente o B – Breve. Lettere che hanno un significato preciso e che dal 15 settembre, in Lombardia, avranno una conseguenza pratica molto più stringente.

Cosa cambia

Fino al 14 settembre, indipendentemente dalla classe di priorità, la prescrizione medica ha una validità di 180 giorni.
Dal 15 settembre, le ricette U saranno valide per la prenotazione per 10 giorni e quelle B per 30 giorni. Per D e P la validità resta di 180 giorni.
La novità riguarda solo le ricette emesse dal 15 settembre: una prescrizione fatta prima mantiene la precedente validità di 180 giorni.
La misura punta a rendere più coerenti la priorità clinica e la validità amministrativa della ricetta: una prestazione considerata urgente non dovrebbe poter essere prenotata mesi dopo, quando la situazione del paziente potrebbe essere cambiata.
In sostanza, si avvicina il tempo in cui la ricetta può essere utilizzata al bisogno clinico che l’ha generata.
Per chi vive con il diabete non cambia nulla nei controlli programmati, che continuano a seguire il loro percorso abituale. La regola diventa importante quando qualcosa esce dalla routine: Regione Lombardia considera infatti “primo accesso” anche la prestazione richiesta a una persona già seguita per una malattia cronica quando compare una riacutizzazione o un problema nuovo.
La priorità è sempre stabilita dal medico, in base alla situazione clinica.

Validità ed erogazione non sono la stessa cosa

È la distinzione chiave.
La validità indica entro quando puoi usare la ricetta per prenotare. La priorità indica invece entro quando il Servizio sanitario deve garantirti la prestazione.
Per una ricetta U, dal 15 settembre la validità sarà di 10 giorni. Ma una prescrizione urgente non va lasciata in attesa: la richiesta di prenotazione va presentata entro 48 ore dal rilascio e la prestazione deve essere effettuata entro 72 ore dalla richiesta.
Per una ricetta B, la validità sarà di 30 giorni, mentre la prestazione deve essere garantita entro 10 giorni dalla richiesta di prenotazione.
La nuova regola restringe quindi la validità della ricetta. Non modifica i tempi entro cui il sistema deve erogare la prestazione: quelli valevano già prima e continuano a valere.

Se il posto non c’è, la priorità continua a valere

Se per una prestazione di primo accesso non viene proposta una disponibilità compatibile con la priorità, esiste un percorso di tutela che non nasce con la nuova regola del 15 settembre.
Puoi rivolgerti al RUA – Responsabile Unico Aziendale per i tempi d’attesa o all’URP della struttura.
La struttura deve cercare una disponibilità alternativa presso altre strutture accreditate, pubbliche o private. Se non la trova, è previsto l’inserimento in una lista dedicata. Se anche questo non basta, la prestazione deve essere garantita in libera professione, con il costo a carico della struttura: al cittadino resta soltanto l’eventuale ticket.

C’è però un’avvertenza importante: il percorso va attivato attraverso il Servizio sanitario. Rivolgersi autonomamente al privato e chiedere poi il rimborso non equivale ad attivare il percorso di tutela. Non è una possibilità nuova. Ed è forse proprio questo uno dei punti più importanti: esiste da tempo, ma è ancora poco conosciuta. Anche il Difensore regionale della Lombardia ha segnalato
la scarsa conoscenza di questi strumenti da parte dei cittadini.

Se la ricetta scade

Superati i 10 giorni per una U o i 30 per una B senza prenotazione, la ricetta non è più utilizzabile.
Se era legata a un problema nuovo o a una riacutizzazione, non basta farsela rifare: è opportuno ricontattare il medico, perché anche la situazione clinica va rivalutata.
Nel frattempo potrebbe essere migliorata, rimasta invariata o peggiorata. La lettera U o B non è un’etichetta fissa: descrive il bisogno del paziente in quel momento. Se la situazione è diventata un’emergenza, il percorso ambulatoriale ordinario non sostituisce l’accesso ai servizi di emergenza-urgenza.

Perché ADPMI ne parla

Non per aggiungere una scadenza da ricordare, ma per un motivo diverso.
Dal 15 settembre, se il medico attribuisce a una prestazione una priorità alta, anche il cittadino dovrà attivarsi in tempi coerenti con quella priorità. Ma la responsabilità non è solo sua. Se una ricetta dice che una prestazione deve essere garantita entro 72 ore o entro 10 giorni, il Servizio sanitario è tenuto a rispettare quel tempo e, quando non riesce a farlo attraverso i canali ordinari, ad attivare gli strumenti di tutela previsti.
Per chi vive con il diabete significa saper riconoscere quando una prescrizione esce dalla routine, non lasciarla in attesa e sapere cosa chiedere se il sistema non riesce a garantire ciò che il medico ha indicato.
Orientarsi nel percorso di cura significa anche conoscere i propri tempi. E i propri diritti.

Fonti
Regione Lombardia — Tempi di attesa delle prestazioni sanitarie
Consulta la fonte