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Microinfusore di insulina
02 Dec, 25

Microinfusore di insulina: cos’è, a cosa serve, per chi è indicato

Submitted by ADPMI on 2 December 2025

Il microinfusore di insulina (CSII, Continuous Subcutaneous Insulin Infusion) è un piccolo dispositivo elettronico che eroga insulina rapida in modo continuo sotto la pelle, 24 ore su 24, attraverso un sottile set infusionale collegato a una cannula inserita nel tessuto sottocutaneo. La cannula e il set vengono in genere cambiati ogni 2–3 giorni.
Diversi documenti regionali e linee di indirizzo italiane descrivono il microinfusore come un sistema che permette un’erogazione “più fisiologica” dell’insulina, mimando meglio possibile la secrezione del pancreas sano: una quota basale continua e boli aggiuntivi in occasione dei pasti o per correggere la glicemia alta.

Rispetto alle iniezioni multiple, con il microinfusore si utilizza solo insulina ad azione rapida, programmando diversi profili di infusione basale nelle varie fasce orarie (per esempio notte, mattina, pomeriggio) e impostando boli pre-prandiali e correttivi in base ai carboidrati assunti e alla glicemia misurata. Questo consente una modulazione più fine della terapia e, in molti casi, una maggiore flessibilità nella vita di tutti i giorni.

Indicazioni principali

Secondo le Linee Guida italiane AMD–SID–SIEDP sulla terapia del diabete di tipo 1, il microinfusore è una delle opzioni raccomandate per le persone con diabete tipo 1, soprattutto quando il controllo glicemico con terapia multi-iniettiva (basal-bolus) non è soddisfacente o quando sono presenti frequenti ipoglicemie, importante variabilità glicemica o particolari esigenze di flessibilità. 

In sintesi, le linee guida affermano che:

  • nei soggetti con diabete di tipo 1 scompensato si raccomanda di offrire l’opzione di terapia con microinfusore rispetto alla terapia multi-iniettiva,

  • anche nei soggetti in controllo non ottimale, ma non gravemente scompensati, si suggerisce di considerare il microinfusore per i possibili vantaggi su variabilità glicemica, qualità di vita e soddisfazione per il trattamento.

Nei bambini e negli adolescenti con diabete di tipo 1 diversi documenti italiani di consenso e linee regionali confermano che la terapia con microinfusore è considerata sicura e utile, in particolare quando servono dosi molto piccole e frequenti o è necessario un controllo glicemico più stabile.

Per il diabete di tipo 2, invece, le stesse linee guida sottolineano che l’uso routinario del microinfusore non è raccomandato: gli studi disponibili non mostrano vantaggi chiari e costanti rispetto alle iniezioni multiple, e la scelta viene eventualmente valutata caso per caso in sottogruppi molto selezionati, all’interno di centri specialistici.

Vantaggi potenziali

Le evidenze considerate nelle linee guida e nei documenti regionali indicano che, nelle persone con diabete tipo 1 seguite in centri esperti e adeguatamente formate, la terapia con microinfusore può:

  • migliorare il controllo glicemico (HbA1c) in molti pazienti,

  • ridurre la variabilità glicemica e, in alcuni casi, le ipoglicemie severe,

  • aumentare la flessibilità della gestione quotidiana (orari dei pasti, attività fisica, gestione di malattie intercorrenti),

  • migliorare la qualità di vita e la soddisfazione per la terapia.

Con i sistemi più recenti, il microinfusore può essere integrato con sensori per il monitoraggio continuo del glucosio (CGM) e, nei cosiddetti sistemi “ibridi ad ansa chiusa”, un algoritmo regola automaticamente parte dell’erogazione di insulina in base ai dati del sensore. Diversi documenti regionali italiani descrivono questi sistemi come ulteriormente vantaggiosi, in particolare nei soggetti con diabete tipo 1 difficili da controllare.

Limiti, rischi e requisiti

Il microinfusore non è una soluzione “automatica” e non sostituisce l’attenzione quotidiana alla terapia. L’uso corretto richiede:

  • un percorso strutturato di educazione terapeutica (conteggio dei carboidrati, gestione dei boli, interpretazione dei dati glicemici),

  • la capacità di intervenire rapidamente in caso di guasti, allarmi o interruzioni dell’infusione,

  • un follow-up regolare presso un centro diabetologico con esperienza in tecnologie.

Se il set infusionale si occlude o la cannula si sposta, l’erogazione di insulina può interrompersi; nel diabete tipo 1 questo aumenta il rischio di chetoacidosi in tempi relativamente brevi. Per questo, i documenti di sicurezza e le avvertenze ufficiali raccomandano di controllare regolarmente il microinfusore e i materiali consumabili, seguire scrupolosamente le istruzioni del produttore e sostituire immediatamente i dispositivi danneggiati o difettosi.

Inoltre, il microinfusore ha un costo più elevato rispetto alla terapia multi-iniettiva e richiede un’organizzazione sanitaria che garantisca formazione, supporto e fornitura continuativa dei materiali. Documenti di indirizzo nazionali e regionali sottolineano che l’accesso alla tecnologia deve essere equo e basato su criteri clinici condivisi.

Microinfusore e Servizio Sanitario Nazionale

In Italia, la fornitura di microinfusori di insulina e relativi materiali di consumo avviene, quando prescritti, tramite le strutture del Servizio Sanitario Regionale, secondo criteri stabiliti da linee di indirizzo nazionali e da delibere regionali (ad esempio Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Campania). Questi documenti definiscono indicazioni, modalità prescrittive, percorsi di follow-up e responsabilità dei centri specialistici.

Ogni persona interessata alla terapia con microinfusore deve discuterne con il proprio team diabetologico (diabetologo, infermiere, dietista, educatore), che valuterà:

  • indicazioni cliniche (tipo di diabete, controllo glicemico, ipoglicemie, stile di vita),

  • motivazione e capacità di gestire il dispositivo,

  • disponibilità di percorsi formativi e follow-up adeguati nel proprio territorio.

Conclusione

Il microinfusore di insulina è uno strumento avanzato di terapia che, nelle mani giuste e con un adeguato supporto specialistico, può migliorare il controllo glicemico e la qualità di vita di molte persone con diabete di tipo 1. Non è però adatto o necessario per tutti, non sostituisce l’educazione terapeutica e richiede un impegno attivo e continuativo da parte della persona e del team di cura.

Per valutare se il microinfusore è la scelta giusta, il riferimento rimane sempre il centro diabetologico di fiducia, che potrà proporre la soluzione più coerente con la situazione clinica e le esigenze personali.

 

Fonti (selezione)

Linee Guida AMD–SID–SIEDP “La terapia del diabete mellito di tipo 1” (edizione 2022–2024)
https://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato5843353.pdf

Quotidiano Sanità+1

Linee di indirizzo regionali per la terapia con microinfusore e sistemi CSII/HCL (es. Regione Toscana)
https://www.regione.toscana.it/documents/10180/153838593/All%2BA%2B-%2BDecisione%2B.39_2023.pdf

Regione Toscana+1

Documenti regionali su prescrizione e gestione dei microinfusori (es. Friuli-Venezia Giulia, Campania)
https://mtom.regione.fvg.it/storage//2024_808/Allegato%201%20alla%20Delibera%20808-2024.pdf
https://www.aiopcampania.it/public/normativa/fee5acc7e5e44661b3dd923c55ed0b3d.pdf

MToM Regione FVG+1

Linee Guida italiane per la terapia del diabete mellito di tipo 2 (sezione su microinfusore)
https://www.jamd.it/wp-content/uploads/2021/10/AMD_file-unico_2021_03_bis.pdf

jamd.it

Avviso di sicurezza Ministero della Salute su specifici modelli di microinfusore (gestione e controlli)
https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/imported/C_17_AvvisiSicurezza_10912_azione_itemAzione0_files_itemFiles0_fileAzione.pdf

Ministero della Salute